Pinelli Pino

Pinelli Pino

Pino Pinelli nasce a Catania nel 1938, dove avviene la sua prima formazione artistica e dove ottiene i primi riconoscimenti. Si trasferisce a Milano nei primi anni ’60 dove in quel periodo c’è grande fermento culturale e dove il dibattito artistico dominato dalla presenza di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino, Giovanni Colombo, Turi Simeti, è molto stimolante. Dall'atto sperimentale attraverso il fare pittorico, Pinelli passa ad una riflessione cosciente su come intervenire per modificare il dato iniziale e accostarsi all'essenza della pittura. Appartengono a questo periodo la serie delle Topologie e la serie dei Monocromi, la cui superficie, inizialmente delimitata da una sottile linea di confine esplicita o intuitiva, appare mossa da una inquietudine, da un movimento percettivo che sembra quasi il respiro della pittura.

Queste esperienze lo collocano nella corrente della Pittura analitica. Nel 1975 però è indotto a cercare un nuovo senso della pittura. La riduzione della dimensione dell'opera diventa citazione del concetto stesso di pittura. Nel 1975 alla mostra "Empirica" Pinelli compie il primo strappo dal monocromo e con la presentazione di una piccola opera, dove alla tela ha sostituito la pelle di daino, si allontana dall'idea di quadro e di superficie dipinta, individuando un nuovo campo di indagine. Di fondamentale importanza, per il percorso storico e artistico della Pittura Analitica, risulta essere l'importante appuntamento che si tenne nel 1978 al Musée d'art moderne de la ville de Paris con la mostra “Fractures du Monochrome aujourd'hui en Europe” del 1978 dove l'intento dei critici, era quello di presentare un gruppo di artisti che si erano allontanati, artisticamente e concettualmente, dai concetti minimalisti espressi dall'arte a livello internazionale negli anni ’60.

Il "fare pittura" di Pino Pinelli è parte importante e integrante del contesto storico, artistico e culturale degli anni ‘70: Pinelli si dirige oltre i limiti del quadro, gli elementi della sua Pittura si “disseminano” nello spazio della parete rendendo la parete stessa assoluta protagonista del Fare Pittura. Da questo punto nodale prende il via la stagione della "Disseminazione" dove la pittura, ridotta a frammenti si colloca, quasi mimando il gesto del seminatore, sulla parete in una sintesi tra spazio e pittura che forma un "unicum". I frammenti sempre monocromi subiranno nel tempo delle variazioni, passando da forme modulari rigorose (1976) ad altre che sembrano gonfiarsi per una sorta di dilatazione energetica (1984) fino alle "scaglie", caratterizzate dalla leggerezza come fossero la pelle della pittura (1986) e alle successive che hanno riacquistato una maggiore consistenza corporea.

Pinelli Pino

Dimensione: 39x65

Tecnica: mista

Titolo: Pittura R.Bl.

Anno: 2006