Melarangelo Giovanni

Melarangelo Giovanni

Giovanni Melarangelo è nato a Teramo nel 1903 ed stato un pittore italiano. Già da piccolo si nota l'inclinazione del ragazzo per il disegno così che frequenta le lezioni pomeridiane di Vittorino Scarselli, già allievo di Teofilo Patini ed esponente con Giuseppe Bonolis, Gennaro Della Monica, Raffaello Pagliaccetti e Pasquale Celommi, della migliore tradizione teramana del verismo umanitario dell'ultimo Ottocento. Gli orfani e i vecchi di un ospizio sono i soggetti delle sue prime opere pittoriche. Con l'eccezione di alcune pitture dal tono più nobile e distaccato, ispirate dalla danzatrice e coreografa Liliana Merlo, le suggestioni della sua pittura provengono quasi esclusivamente dalle ballerine del varietà e dagli acrobati del mondo del circo e, in una parola, dall'universo dell'arte “bassa” e popolare.

Nel 1918 aderisce al PSI, seguendone nel 1921 la scissione, diventando segretario della Sezione giovanile comunista di Teramo. Negli anni visita le mostre biennali a Venezia, le Quadriennali a Roma, le Triennali a Milano, legge la rivista Valori Plastici fondata nel 1918 da Roberto Melli, Mario Broglio, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi, e altri artisti reduci dalle avanguardie internazionali. Guarda con attenzione in particolare alla “Scuola romana” di Scipione e Mafai, al gruppo cosiddetto dei "Sei pittori di Torino" e alla “Corrente” di Milano. Stringe amicizia con Basilio Cascella e con Venanzo Crocetti. Nel 1938 apre una piccola bottega d'arte che funge non solo da rivendita di colori, oggettistica e libri d'arte, ma anche da galleria, la prima in Abruzzo, e da ritrovo per artisti e intellettuali. Nel 1949 gli viene assegnata un cattedra all'Istituto d'arte “Palizzi” di Lanciano, nonché al Liceo Artistico di Pescara, fondato in quello stesso anno. Inizia così la sua attività di insegnante, che lo vedrà impegnato per un decennio.

Lascia nel 1960 per dedicarsi completamente alla pittura. Mantiene in questo periodo vivi contatti sia con l'ambiente culturale pescarese che con quello teramano, e specie con il Centro Culturale Gramsci di Teramo, sorto negli anni Sessanta per iniziativa di Piero Tempesti e Pasquale Limoncelli allo scopo di promuovere un'arte "impegnata" nel sociale, del quale diviene subito un attivissimo socio. Dal 1950 partecipa con regolarità ai Premi Michetti, come invitato, mentre Erminio Macario gli commissiona decine di quadri per una sua galleria in Liguria, e Paolo Vaccarino gli organizza mostre a Messina, Catania e Ferrara. Dipinge inoltre un’Annunciazione che viene esposta in una rassegna dell'arte italiana a Sydney e a Melbourne. Nel 1966 inaugura una seconda galleria d'arte, alla quale dà il nome "Il Polittico". Nelle sue sale espositive mostreranno le proprie opere, fra gli altri, Alfredo Del Greco, Ettore Spalletti, Franco Summa, Nicola Febo e Mario Schifano.

Le ultime apparizioni pubbliche del pittore sono quelle occasionate dalle personali e dagli omaggi che la città di Teramo gli tributa negli ultimi anni come la mostra dedicatagli dal Centro Gramsci nel 1965, l'Omaggio organizzato nel 1976 presso Lo Svarietto di Carlo Marconi dal Comitato di quartiere di S. Anna dove Melarangelo ha modo di riconciliarsi con un altro grande protagonista della pittura teramana del Novecento, Guido Montauti. Una mostra antologica si terrà ancora nel 1978, anno della Sua morte, organizzata in suo onore dal Partito Comunista Italiano. Nel 1990, oltre all'intitolazione di una strada cittadina, l'amministrazione comunale di Teramo gli dedica un'importante mostra antologica nella Pinacoteca Civica e la pubblicazione di un catalogo curato da Mario De Micheli.

Melarangelo Giovanni

Dimensione: 70x50

Tecnica: olio su cartone

Periodo: anni '70